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Mare monstrum

di Oreste Parise (Mezzoeuro Anno VIII num. 38 del 19/09/2009)


Rende, 18 settembre 2009


Doveva essere il giardino d'Europa. La 'ndrangheta, il suo genius loci, l'ha trasformata in una pattumiera, piena di veleni e forse anche di radioattività ...

Com'era bello il mare pieno di merda, dove dominava incontrastato l'escherichia coli, quel simpatico batterio fecale responsabile della nostra digestione. Ballava insieme a noi nelle acque di Guardia Piemontese quando l'afflusso turistico ingrossava gli scoli delle case straripanti di villeggianti, si divertiva a distribuire casualmente qualche gastroenterite, qualche bubbone sulla pelle. Come canta allegramente De André, dal letame nascono i fiori. I pesci hanno trovato nutrimenti nei nostri escrementi E poi noi come calabresi siamo abituati alle condizioni di degrado, abbiamo vissuto secoli di miseria e di rovine.

Nei discorsi è un tutto un fiorire di paragoni sulla nostra condizione passata, sui grandi progressi che si sono registrati nella seconda metà del novecento.

Non siamo più la povera terra descritta dai primi meridionalisti e persino la natura sembra che ci abbia concesso una tregua. La Calabria è terra di disastri che si rincorrono nel corso dei secoli, che sono fenomeni naturali con cui abbiamo imparato a convivere. Terremoti, alluvioni, frane e tutte le altre catastrofi naturali hanno una lunga storia nella regione ed offrono un campionario infinito per chi voglia approfondire gli studi sui contorcimenti della terra. Portano distruzione e morte, ma anche hanno in loro il germe della ricostruzione, modificano il paesaggio antropico, accelerano la ricerca e la voglia di ricominciare, di ricostituire la stirpe. Ogni immane tragedia porta con sé il boom demografico, per rinnovare la gioia di vivere, per sconfiggere la distruzione e la morte. Il secolo appena concluso era iniziato con grande fragore nel 1905 e poi ancora tre anni dopo, radendo al suolo Reggio e la sua dirimpettaia siciliana. Poi il drago sotto di noi è entrato in un lungo letargo. Molti segnali lasciano pensare ad un risveglio e le conseguenze potrebbero essere disastrose, qui più che altrove come ammonisce Raffaele Zinno.

Lo stesso spaccio di droga è una morte “on demand”, una voglia individuale di autodistruzione che viene sollecitata per alimentare il mercato e sorreggere il processo di accumulazione del profitto criminale. Ciascuno può illudersi di poterne restare immune, e di poter proteggere i propri figli dietro una barriera di protezione amorevole. Per anni è stato il terreno di scontro tra la mafia “buona”, tradizionale, attenta ai “valori”, che difende bambini, donne ed il proprio territorio. Lo abbiamo visto in tanti sceneggiato lo scontro tra il vecchio patriarca e la nuova delinquenza rampante, costituita da uomini senza scrupoli decisi a non arrendersi di fronte a nessun misfatto, a non indietreggiare di fronte a nessuna nefandezza. Cos'altro dovevamo scoprire dopo gli incaprettamenti, i bambini sciolti nell'acido, le torture più atroci inflitte agli “infami”, le auto fatte saltare in aria con enormi carichi di esplosivo? Un inventario di orrori da far invidia al Sant'Uffizio che difficilmente poteva essere superato.

Ci eravamo illusi che la mafia, la 'ndrangheta fossero fenomeni devianti con i quali dovevano convivere. Sono mondi a parte, un territorio regolato da leggi proprie, dove i criminali si uccidono tra di loro in un continuo regolamento di conti.

Il degrado morale e materiale che creano intorno a loro è compensato dalla loro capacità di accumulare grandi ricchezze, formare grandi patrimoni, organizzare un sistema produttivo che da lavoro e consente lo sviluppo. Quanti si sono chiesti cosa sarebbe la Locride senza il contributo della criminalità nell'alleviare la disoccupazione. Quante volte ci siamo ritrovati a contemplare con malcelata ammirazione la strabiliante crescita della 'ndrangheta, la sua capacità organizzativa, la sua potenza ormai planetaria? Come non pensare un po' compiaciuti ad una società criminale che riesce a giocare con i grandi della terra, a contrattare con gli stati criminali, ad intercettare i grandi affari che si sono andati organizzando in questi anni nel commercio della droga, nella tratta delle schiave del sesso, nel gioco clandestino, nel traffico dei clandestini … E tutto questo organizzato da calabresi, sbeffeggiati e derisi per la loro incapacità imprenditoriali.

Ed ora? Cosa pensare ora di una organizzazione che riesce a programmare l'autodistruzione di sé e della propria discendenza? Ogni anno nel santuario di Polsi “si svolgeva la riunione plenaria della 'ndrangheta, dove i capi bastone riassumevano le attività svolte nei territori di loro competenza. “Proprio in queste occasioni, ho sentito descrivere l'affondamento di almeno tre navi nell'area tra Scilla e Cariddi, di altre presso Tropea, di altre ancora vicino a Crotone'', dichiara nelle sue deposizione il pentito Francesco Fonti. Navi cariche di veleni, di sostanze tossiche in grado di inquinare centinaia di chilometri di massa marina. Navi cariche di materiale radioattivo che possono distruggere tutto l'ecoambiente per migliaia di anni mettendo a repentaglio la vita di ogni essere vivente animale o vegetale. Siamo di fronte ad un atto di totale bestialità, e si fa un torto alle bestie che mai riuscirebbero a concepire una carneficina inutile, alla lucida progettazione della “finis terrae”.

Una cerimonia spettrale nella quale si celebra la macabra danza fra uomini di onore e la morte, vestita del manto di seta sottile. Una presenza esiziale ed impalpabile che corrode ogni cosa, distrugge ogni vita in maniera impalpabile come un succulento piatto avvelenato mangiato con insaziabile voracità. Nel profondo degli abissi si generano mostri, essere generati dalla mutazione indotta dalla radioattività, mentre in superficie la vita viene corrosa, debilitata provocando il disfacimento dei corpi per i tumori, le malformazioni, le infezioni.

Un'orgia di potere che raggiunge il suo orgasmo in un processo di accumulo insensato e senza futuro. Quanti miliardi ha guadagnato la 'ndrangheta con questo traffico? Quanti lussi e piaceri si è regalato ogni boss? Nella sua tragicità è paradossale pensare al “re del pesce” che inquina il proprio mare, che avvelena i luculliani arrosti e le grigliate miste. Siamo in una situazione paradossale, che è persino difficile immaginare. La realtà ha superato ogni possibile fantasia. Persino la famigerata S.P.E.C.T.R.E., potente organizzazione criminale comandata da Ernst Stavro Blofeld, combattuta da James Bond appare come un club da educande. Stupisce, però, come una decisione così insensata possa essere stata presa da una organizzazione così attenta ai propri interessi, che ha dimostrato una grande capacità di programmazione, ha diversificato i propri investimenti in mezzo mondo, ma continua a restare qua, vis-à-vis con i veleni, convivendo con il pericolo della diffusione degli effetti letali dei veleni.

Di fronte a questa evidenza occorre uscire da qualsiasi equivoco e qualificare la 'ndrangheta, e qualsiasi altra organizzazione criminale, per quello che è: una organizzazione dispensatrice di morte, che distrugge ogni ordine sociale, destruttura le istituzioni, priva di cultura e di ogni scrupolo morale. Non vi può essere nessuna convivenza, nessuna connivenza, non si può venire a patti con essa. La mafia è una merda e bisogna isolarla, distruggerla, rinchiuderla in un pozzo nero. Proprio questa vicenda dimostra la sua miopia, il suo cinismo e la sua cecità: è composta di individui loschi e stupidi, violenti ed ignoranti. Nello loro cieca ricerca del potere del denaro e della sopraffazione sono disposti a qualsiasi efferatezza fino al sacrificio personale e della propria discendenza.

Le trenta navi che, secondo le dichiarazioni del pentito Fonti, sono state inabissate nel Mediterraneo non sono un semplice atto criminale. Trasformano il “Mare nostrum” in “mare monstrum” che contiene il germe della propria distruzione. Questo è stato il frutto dell'incoscienza, ma soprattutto della crassa ignoranza che ha impedito una valutazione dei reali pericoli a cui sottoponevano sé stessi e l'intera regione: si sono fermati quando hanno acquisito tale consapevolezza. Dagli anni novanta, infatti, le operazioni sono state sospese, almeno quelle che riguardano le sostanze radioattive. E' continuato, invece, lo spargimento sul territorio degli altri rifiuti tossici.

Questa situazione pone alcune problematiche ed impone domande non più eludibili.

1 - Non si può valutare l'entità del danno basandosi sui semplici effetti che si sono fin qui registrati. I carichi affondati non hanno ancora sversato il loro contenuto, ma il pericolo potenziale resta enorme. Se dovesse verificarsi il peggio, la grande peste del 1348, che decimò la popolazione europea potrebbe essere un evento felice rispetto allo scenario che potrebbe aprirsi. Pur non essendo mai stata fatta una ricerca approfondita, in alcune aree dove si sospetta siano stati interrati rifiuti tossici, si sono registrati sensibili e misurabili incrementi di malattie tumorali. Finora, uno studio sistematico è stato impedito dalla mancanza di informazioni precise sui siti e sul numero delle operazioni effettuate, ma occorre procedere con urgenza e meticolosità, perché niente può essere lasciato al caso.

2 - La verità prima di tutto. E' inutile tentare di minimizzare e rassicurare la gente facendo finta che tutto sia un brutto sogno. Se ancora è possibile intervenire, bisogna che si faccia chiarezza. La segretezza, l'occultamento dei documenti ha prodotto un degrado morale e civile ed ha consentito il formarsi di una mentalità omertosa nella cui ombra è stato possibile favorire la crescita della 'ndrangheta, che è diventata una delle più potenti e temibili associazioni criminali. Più che per l'organizzazione e la capacità manageriale è la su tribalità, il carattere clanico che ne costituisce la forza, ma anche la sua incosciente pericolosità.

3 - Ora più che mai questa regione ha bisogno urgente di una informazione libera e coraggiosa che sia in grado di monitorare l'evoluzione di queste vicende. Sono anni che Francesco Cirillo su questo settimanale continua a scrivere di queste cose ed è stato considerato un visionario o un pazzo. Nessuno gli ha dato retta, né è stato denunciato per quanto affermava. Se qualcuno gli avesse dato retta, si poteva intervenire prima ed evitare il pericolo anche il danno d'immagine che costituisce uno degli effetti più devastanti per la già traballante economia della regione.

4 - Il problema non riguarda solo la Calabria. Dal racconto del pentito emerge una situazione molto più articolata che riguarda quanto meno tutto il Mezzogiorno. Ma anche questo è riduttivo, poiché è molto difficile circoscrivere il raggio di azione della radioattività e limitarne gli effetti. Il reattore di Chernobyl è stato ricoperto sotto uno spesso manto di cemento per evitare la fuoriuscita della radioattività. Ma come poter impedire la propagazione nel mare una volta che i fusti non riuscissero più a trattenere il loro contenuto esiziale riversandolo in mare? Vi è l'assoluta necessità di recuperare i relitti ed il loro contenuto per trovare un sistema sicuro di smaltimento.

5 - Vi è uno strano parallelismo tra la Somalia, dove regna la più completa anarchia e l'assenza di una qualsiasi autorità statale, e la Calabria, una regione abbandonata in balia di una organizzazione criminale che ha stretto una “pax mafiosa” con il potere politico e la struttura statale per poter imporre la sua legge. Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sono stati uccisi per avere tentato di recuperare qualche brandello di verità sugli affondamenti delle cosiddette 'navi a perdere', che costituiscono una delle principali fonti di finanziamento dei signori della guerra della Somalia. L'illusione di poter amputare la parte malata di uno stato per poter sconfiggere la criminalità si è rivelata completamente errata. Il federalismo non è la risposta razionale alla degenerazione sociale.

6 - La 'ndrangheta è solo la manovalanza armata esecutore di un progetto criminale che trova la sua pianificazione nei grandi poteri economici che decidono le scelte e le strategie industriali. I paesi e le regioni povere vengono utilizzate come pattumiere per smaltire i rifiuti delle grandi industrie nazionali ed europee, noi raccogliamo gli scarti senza il benessere e lo sviluppo.

7 - La Calabria - e l'intero Mezzogiorno - ha dato una risposta debole ed è stata incapace di gestire il fenomeno perché è mancata una risposta sistemica: è mancato il controllo della società civile, l'azione politica, le indagini della magistratura, l'efficacia dell'azione investigativa delle forze dell'ordine. Tra indagini e processi, l'impressione è che qui la verità si ferma sempre al primo livello, colpendo severamente il ladro di polli, mentre sulla collusione dei colletti bianchi, sull'omertà della governance non si è mai riusciti a scalfire neanche la superficie.

8 - Nonostante siamo di fronte a navi di grande dimensione che hanno vagato per mesi nei mari di tutto il mondo nessuno si è accorto di nulla, né è stato possibile fin qui squarciare il velo di omertà che copre l'intera tutte queste operazioni. Pur se gli affondamenti sono avvenuti in acque territoriali sembra strano che non sia rimasta traccia nei radar, non sia stata segnalata la loro presenza, né è possibile sapere la natura del carico trasportato. Capitani e marinai sembrano essersi inabissati insieme alle loro navi, quando è certo che gli affondamenti sono stati effettuati dopo l'evacuazione degli scafi.

9 - L'opera di bonifica deve essere considerata una emergenza nazionale e costituire una priorità poiché senza il recupero della sicurezza del territorio è inutile qualsiasi piano di sviluppo e di rilancio. Il clamore suscitato dalla vicenda costituisce un drammatico messaggio che avrà effetti devastanti sul turismo balneare già gravemente colpito quest'anno dalla cattiva qualità delle acque, a causa del mancato funzionamento dei depuratori.

10 - Bisogna impedire il tentativo di criminalizzare l'intera società calabrese, che è vittima di uno stato debole ed incapace di governare il suo territorio. Ma perché si programma un ritorno al nucleare quando ancora non si è riusciti a trovare una soluzione alle scorie delle produzioni passate?

Il Mezzogiorno continua a dare il suo tributo di sangue e di sacrifici, come testimoniano i militari che sono morti nell'attacco kamikaze di Kabul e questa incredibile vicenda dei rifiuti tossici.

Non sono sopportabili i politici con fazzoletto verde ben in vista nel taschino della giacca per rimarcare la loro alterità rispetto a questo stato che pur rappresentano, di ministri che giocano come monelli indisciplinati unendosi all'allegro coro “chi non salta italiano è”. Sono la testimonianza di un tradimento palese del loro solenne giuramento alla Costituzione ed alla Repubblica. I morti di Kabul saranno avvolti in quello stesso tricolore che l'Umberto Celoduro vorrebbe usare per pulirsi il culo. E verrà pure a piangere lacrime di coccodrillo ed emozionarsi per questi bulletti del Sud mandati in tutto il mondo a rappresentare l'Italia, compresa quella immaginaria Padania che non trova rappresentazione nelle carte geografiche. Neanche nei libri di storia se ne trova traccia, ma c'è chi continua a morire per garantire il suo commercio e libero mercato alle sue merci. Non sarà che quei corpi oggi dilaniati a Kabul, rappresentano un continuum della strage perpetrata nelle fabbriche del Triangolo per costruire il polmone industriale del Paese? Non sarà forse che vanno a morire lontano per sfuggire alla miseria, alla mancanza di prospettive e di lavoro nella loro terra? Non sarà forse un tributo di sangue per una nobile causa per non finire nelle maglie della criminalità, il tentativo di

Di che si lamenta l'ineffabile ministro, quali riforme propone per difendere il prestigio della Padania senza alcun tributo di morte?


C O P Y R I G H T

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Ultimo aggiornamento del 11/28/2008 17:23:22