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Rende, 13 novembre 2009
Un sindaco eletto a larga maggioranza, mentre in consiglio comunale vincono i suoi avversari. Tutti si attendevano una fine prematura della sua esperienza, ma è sopravvissuto e si ripresenta con l'ambizione di realizzare grandi progetti per costruire la “Grande Lamezia”
Lamezia Terme è una delle principali città calabresi, sorta nel 1968 dall'unione amministrativa dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia. Una delle poche che non ha mai conosciuto dall'unità ad oggi alcuna flessione demografica. La somma della popolazione dei tre comuni era pari a 18mila abitanti circa, oggi è arrivata a superare i 70mila quasi alla pari con Cosenza. La centralità della sua ubicazione ne fanno uno snodo naturale sia ferroviario che stradale a cui si aggiunge il più importante aeroporto della regione.
Una città dalle mille potenzialità e dalle promesse mancate. Un polo agricolo naturale per la fertilità della sua piana, una scommessa industriale più volte fallita, un centro amministrativo mortificato in favore del capoluogo Catanzaro, un potenziale centro intermodale. E' mancata da sempre una strategia chiara ed una volontà politica coerente con le potenzialità che il territorio esprime. Soprattutto è stata la criminalità organizzata che ha ne ha impedito lo sviluppo stringendola nella sua morsa.
Per due volte il comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, presunte, sospette o temute. Per due volte ha tentato di risollevarsi, prima con Doris Lo Moro e poi con Gianni Speranza. Nomen, omen. Una speranza che poggia sulla fragile base di una mancanza di maggioranza in consiglio. Come è potuto succedere il miracolo di una coabitazione che sembrava impossibile. Contro ogni logica è ancora in carica, deciso ad andare alla carica nel prossimo confronto elettorale.
Racconta egli stesso come è sopravvisuto politicamente in questi anni, e quali sono i suoi piani per il futuro.
Come è riuscito ad arrivare fin qui senza una maggioranza consiliare?
È stata dura fin dall'inizio. Ho dovuto giurare due giorni prima di quanto previsto dalla legge, perché mi è stato chiesto espressamente dal prefetto. Era stata incendiata la porta dell'aula consiliare in pieno giorno nel centro della città. Il prefetto ha chiesto ai commissari di poter anticipare l'insediamento a giovedì mattina, per consentirmi di poter partecipare alla riunione del comitato provinciale per l'ordine pubblico previsto per lo stesso giorno. Un sindaco che non ha giurato diventando pubblico ufficiale, non può parteciparvi. Da quel giorno ricordo solo i tanti e tanti problemi che ho dovuto affrontare. Ho agito, tante riflessioni non ho avuto il tempo di farle.
Lametia è un comune martoriato dal commissariamento, per ben due volte il consiglio comunale è stato sciolto per mafia, segno che vi è una emergenza criminale, altrimenti non sarebbe giustificabile un simile provvedimento. La seconda volta il governo era espressione della stessa maggioranza che amministrava il comune.
Il decreto è stato firmato dal ministro Pisanu attuale presidente della Commissione Parlamentare antimafia.
Sembra strano che la stessa classe politica si sia potuto candidare al comune o in altri incarichi provinciali e regionali senza che vi sia stata alcuna catarsi politica. Com'è possibile tutto ciò?
Molte di queste questioni rimangono sullo sfondo che non sono state ancora affrontate. Su questo si sta riflettendo molto in città, su tutte queste leggi. Lo scioglimento viene considerato un provvedimento preventivo, per evitare il pericolo di un possibile inquinamento criminale. Non è un accertamento di responsabilità, una individuazione di specifici reati o di colpevoli. Oggi si vorrebbe intervenire con strumenti nuovi e più efficaci, c'è un dibattito a 360 gradi. Per esempio si sta pensando alla rimozione di funzionari, al trasferimento di personale sul quale vi sono sospetti di collusione. Dal giorno del mio insediamento mi sono dovuto occupare di tutti i problemi drammatici che ci sono in questa città: l'acqua, la luce, la povertà, le fogne …
Non crede che la maggioranza di questi problemi nasce proprio dalla presenza asfissiante della criminalità che ne impedisce la soluzione, appone ostacoli poiché nella disperazione e nella miseria trova l'humus ideale per crescere e prosperare?
Proprio perché io sono convinto che vi è una presenza forte della criminalità, faremmo un grosso errore se ci convincessimo che questo fosse l'unico problema della nostra comunità. Assolutamente non è così. Io sono la dimostrazione vivente che ci può essere in una città con grandi problemi una amministrazione onesta che non si fa intimidire. Naturalmente sarebbe sbagliato ed ingenuo da parte mia non ricordare, visto che sto finendo il mandato, il fatto che si sente la presenza della mafia e della criminalità. Però questa è anche la città dove solo qualche giorno fa c'è stata questa storica sentenza ed è stata condannata per estorsione la cosca vincente. Però attenzione. La gente ha bisogno di risposte concrete. Io sono stato assillato da problemi concreti da parte dei cittadini, anche con grande affetto da parte loro. Però ho agito quasi ignorando che non avevo maggioranza al comune e dimenticando i gravi problemi finanziari che ho ereditato, poiché non era stato rispettato il patto di stabilità. La gente mi incalzava, sei una brava persona, ti abbiamo dato il voto, adesso ci devi risolvere il problema.
Qualche giorno fa alla radio, un imprenditore cosentino denunciava che da anni era costretto a pagare il pizzo, poiché non si sentiva sicuro di poter denunciare gli estorsori. Era certo che dopo qualche giorno sarebbero tornati libero ed indisturbati nel proseguire la propria attività criminale. Insomma, il ricorso alla legge produce solo un pericolo di ritorsione, ma non estirpa il male.
Queste mi sembrano esagerazioni che non contribuiscono a combattere il fenomeno della delinquenza. Adesso ci sono buoni esempi, buone esperienze che stanno andando avanti. La cosa bella avvenuta nel corso di questi anni è nata una associazione anti-racket con imprenditori molto importanti che fa una attività molto importanti. Un imprenditore sa che può non essere solo.
Il primo posto della Calabria dove il Procuratore antimafia presenta il suo libro è proprio Lamezia: un esempio positivo. In questi anni sono successe, una serie di buone cose, abbiamo registrato reazioni positive, di ragazzi, di imprenditori, di lavoratori che si mettono insieme. La mia non è stata una amministrazione piagnona, ma una amministrazione del fare.
Alla fine la politica ha bisogno di numeri, come è stato possibile sopravvivere in questi anni senza una maggioranza in consiglio?
I primi due anni, nel 2005-06, c'è stata una valutazione da parte dei parlamentari del centrodestra che hanno deciso di sostenermi in consiglio. Sarebbe stata la seconda volta in poco tempo che avrebbero provocato lo scioglimento del consiglio comunale. Si sono posti il problema della loro responsabilità diretta per l'ingovernalibiltà del comune: una volta sciolto per infiltrazione mafiosa di una giunta di loro emanazione e poi per la indisponibilità a voler collaborare con il nuovo sindaco eletto in maniera quasi plebiscitaria. Trovano difficile giustificare al loro stesso elettorato il disarcionamento di un sindaco che non fa nulla per giustificare una opposizione immotivata. Io li ho posti di fronte ad una realtà, da una parte il sindaco, dall'altra la maggioranza consiliare che poteva assumersi la propria responsabilità e controllarne l'operato. Qui dovevamo coabitare sapendo che la città aveva bisogno di risposte.
Su quali basi è intervenuto l'accordo?
Non c'è stato nessun accordo. I primi due anni c'è stata una loro paura. Quando il terzo anno c'è stata la tentazione della spallata qualcuno di loro era passato a posizioni più morbide nella dinamica nazionale. Bisogna tener conto che erano gli anni in cui vinceva Prodi e Loiero aveva una maggioranza robusta alla regione. Si era creata una situazione di stallo in cui io non avevo una maggioranza in Consiglio, ma non vi era neanche una maggioranza contro, in grado di farlo sciogliere. Una situazione di stasi che ha consentito di superare lo scoglio dell'approvazione del bilancio.
La base di scambio, sembra sia stata la politica urbanistica. Lamezia continua ad essere una delle capitali dell'abusivismo edilizio.
Questa è una menzogna. Ribadisco che non c'è stato alcuno scambio. Mi hanno fatto vedere i sorci verdi l'anno scorso, hanno fatto di tutto per farmi cadere. La verità è che hanno fatto un calcolo politico sbagliato. Pensavano di trovarsi di fronte una persona sprovveduta, poiché ero alla mia prima esperienza amministrativa, speravano in una implosione del centrosinistra che si spezzettava da solo. Quando si sono accorti che si trovavano di fronte ad una persona che poi così sprovveduta non era e il centrosinistra non era prossimo al collasso per contraddizioni interne, ci hanno provato duramente.
Per quanto riguarda la politica urbanistica di questa amministrazione, sfido chiunque a trovare qualche dimostrazione di una politica di scambio di favori con chicchessia. Un solo caso. Il lunedì del 2008 quando erano in corso le elezioni nazionali, questa amministrazione ha proposto e fatto approvare in consiglio comunale tutti piani di lottizzazione che dormivano da sempre. Sono stati approvati dieci, dodici piani di lottizzazione tutti insieme lo stesso giorno. Questa amministrazione ha fatto della politica urbanistica un fatto di grande trasparenza e di grande pulizia. L'abusivismo a Lamezia c'è ed è forte, ma adesso, insieme a Crotone e qualche altra città, ci saranno anche delle demolizioni.
E' un fatto rivoluzionario per Lamezia, dove credo che non sia mai stato demolito nulla.
Queste non sono responsabilità del comune, si fanno in presenza di sentenze passate in giudicato. Forse in città non è mai stato demolito nulla, ma sul mare qualche baracca sicuramente si. Per quaranta anni si sono fatte chiacchiere in questa città. Questa amministrazione senza maggioranza ha preaparato il piano API, Area Polifunzionale Integrata, che è tutta questa zona attorno al comune: è stato approvato due volte in Consiglio comunale e poi anche dalla regione. Abbiamo ricucito un territorio urbano diviso nei tre centri dei vecchi comuni, Nicastro, Sambiase e Lamezia per costruire la nuova città. Abbiamo già dato incarico per la redazione del PSC, il Piano Strutturale Comunale che sarà il nuovo Piano regolatore della città. Il 26 di questo mese saranno presentatati i primi studi. Non so quanti comuni calabresi abbiano fatto altrettanto in così poco tempo.
Una questione importante di Lamezia è la ricerca di una identità perduta o che non è mai riuscita ad avere. Un territorio sospeso che si dimena tra l'agroalimentare, la sua vocazione industriale, un polo di servizi, e un centro di intermodalità.
Sabato 14 si firmerà, come annunciato dal presidente Loiero, il “Patto per lo sviluppo”. Si mettono a sistema tutti i finanziamenti previsti dal POR, per la grande intermodalità che interessa Lamezia ma che ha valenza regionale. In questo piano vi è un insieme coordinato di interventi: il collegamento ferroviario tra la stazione e l'aeroporto, la ristrutturazione della linea ferroviaria per il collegamento con l'area di Settingiano per il unire i poli di Lamezia e Germaneto, che sono i poli di più importanti della provincia. Un pacchetto di interventi che comprendono il la nuova aerostazione, il trauma center, il parco termale, il palazzetto dello sport per un importo complessivo di 450 milioni di euro per costruire la Lametia del futuro.
Una grande città di servizi.
Una grande città di servizi e di funzioni regionali. Ma anche una città che valorizza il suo patrimonio archeologico e culturale, che avrà il Palazzetto dello sport più importante della Calabria.
Resta il grande bubbone dell'ex-Sir, di questo progetto industriale abortito che ha creato questa area degradata.
Abbiamo firmato alla fine di ottobre il contratto per la zona franca urbana, con la quale una parte della città avrà una fiscalità di vantaggio per i nuovi insediamenti produttivi, industriali e commerciali. Lamezia è una delle venti città italiane insieme a Napoli, Catania, Taranto. In Calabria sono incluse Crotone e Rossano. Per quanto riguarda l'area ex-Sir, in quell'area stanno nascendo progetti per l'insediamento di piccola e media impresa e c'è un grande progetto turistico del golfo, del quale parleremo nei prossimi giorni. Questa non è stata l'amministrazione degli annunci, ma delle cose concrete.
Lei parlava dell'intermodalità, ma l'aspetto più importante è quello della congiunzione con il porto di porto di Gioia Tauro, il più importante punto di transhipment del Mediterraneo. Nella ipotesi di costruzione di un interporto non si può ignorare una realtà così importante.
Uno dei grandi problemi della Calabria è proprio la creazione di una sinergia di sviluppo tra il porto di Gioia e l'area industriale di Lamezia che richiede un adeguato sistema di collegamento sia ferroviario che autostradale. La grande questione del futuro è la realizzazione di un grande hub intermodale tra il porto, l'aeroporto di Lamezia, la stazione e Lamezia come centro logistico al servizio del porto di Gioia Tauro.
Lamezia è stata destinataria anche nel passato di grandi flussi di investimenti, che non hanno lasciato traccia sul territorio. In questi giorni si sta per concludere il Patto Territoriale, che aveva una dotazione di un centinaio di miliardi di lire, che sono andati completamente in fumo. Quali sono le cause che rendono così difficile realizzare uno sviluppo sano? Quali sono i fattori del fallimento, la mancanza di una strategia, la velleità degli interventi, gli errori di programmazione.
In questo i comuni non hanno alcuna competenza, non hanno poteri, non c'entrano nulla. Come cittadino vedo i fallimenti prodottisi con l'utilizzo di tutte queste leggi agevolative, dalla 488 fino alla 44 sull'imprenditoria giovanile.
Il compito delle amministrazioni locali è quello di individuare le aree di insediamento e fornire i servizi necessari per una crescita delle aziende. Le area industriali sono spesso carenti, per usare un eufemismo.
È vero che in Calabria c'è stato un grande spreco di risorse e si sono prodotti casi clamorosi di utilizzo fraudolento che non hanno portato occupazione. Noi per quanto riguarda la piccola media industria, stiamo attrezzando l'area industriale Rotoli, nel territorio dell'area franca urbana, stiamo espropriando dei terreni e li stiamo mettendo a bando tra le imprese locali. Abbiamo già assegnato 42 lotti, che dovrebbero creare altrettante attività. Ma abbiamo portato la discussione sul piano generale, sulle politiche di sviluppo nazionali ed europee.
Lamezia resta sempre uno dei principali poli di sviluppo del Mezzogiorno.
Certamente, non sono questioni eludibili. Tuttavia, la possibilità di intervento delle amministrazioni locali sono molto limitate, c'è bisogno di una grande sinergia con la Provincia e la Regione. A Lamezia c'è una grande area industriale che resta uno dei nodi fondamentali per il prossimo futuro. Mi auguro che questa volta la si voglia affrontare con grande serietà. Qui non abbiamo avuto solo il grande fallimento della Sir, vi è anche la delusione della Biofata.
Per due volte è stata posta la prima pietra.
E non sappiamo neanche dov'è questa prima pietra, è sparita anche quella.
Quale sarà il futuro politico della città. In vista delle elezioni cosa propone il sindaco Speranza, un accordo politico o un progetto per la città attorno al quale chiamare i cittadini ad esprimersi?
Il futuro di Lamezia è quello dell'accordo programmatico che andremo a firmare con la Regione. Da un punto di vista politico decideranno i cittadini. La mia forza è che non devo fare alcun discorso programmatico, mi ripresento ai cittadini impegnandomi di voler attuare e garantire l'attuazione del piano nel quale sono previste opere per 400 milioni di euro. Aggiungo che mi farò garante non solo che questi impegni vengano mantenuti, ma che gli appalti non li faccia il comune, ma la stazione unica appaltante. Sappiamo cosa significherebbe per questo comune gestire un flusso così cospicuo di risorse: si stuzzicherebbero grandi appetiti: solo ad elencarle si ha una idea del grande impatto che potranno avere nella costruzione della nuova città: nuova aerostazione, metropolitana leggera per il collegamento con l'aeroporto, l'incubatore industriale, il parco termale, interventi sui centri storici, infrastrutture per l'area urbana.
Politicamente si ripresenterà con una coalizione di centrosinistra organica o con una formazione civica?
Penso ad un centrosinistra allargato all'Udc e all'Italia dei Valori, formazione che non erano presenti la volta scorsa ed anche a qualche lista civica. Ho cercato di essere il sindaco di tutti. Mi chiedo per quale ragione un elettore di Berlusconi alle politiche non dovrebbe votare per Gianni Speranza a Lamezia. Per come ho fatto il sindaco in questi cinque anni? Ho cercato di interpretare un ruolo istituzionale piuttosto che cercare sotterfugi di bassa politica. Questo costituisce il mio punto di forza, il messaggio che voglio mandare ai cittadini, assicurandoli di voler continuare nella politica del fare.
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Ultimo aggiornamento del 11/28/2008 17:23:22