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Rende, 10 dicembre 2009
Eletto con un numero stratosferico di preferenze, Luigi De Magistris è passato dalla magistratura alla presidenza della Commissione Bilancio del Parlamento Europeo. Un ruolo molto diverso, ma che gli consente di continuare la sua opera di verifica dell'utilizzo dei fondi europei. Continua tuttavia a seguire le vicende nazionali, e quella calabrese in particolare con idee molto chiare. No secco a Loiero e Bova e Callipo über alles. "Qualcuno ci dica perché non va bene"
Il 9 dicembre è stata la “Giornata internazionale contro la corruzione. Da chi è stata indetta e per quali obiettivi?
E' una manifestazione voluta dall'ONU per sottolineare l'estrema pericolosità di un reato molto grave ed infestante. E' sbagliato pensare che interessi solo gli stati più poveri; ha una grande diffusione anche nelle società più evolute ed inquina la democrazia. Il Parlamento Europeo è molto sensibile a questo argomento. Insieme alle deputate Monica Macovei, già ministro della giustizia della Romania e Ana Maria Gomes abbiamo organizzato un dibattito presso la sede del Parlamento europeo che è stato molto seguito. Vi è una grande preoccupazione da parte dei cittadini e da parte delle istituzioni sul mercimonio delle funzioni pubbliche, un metodo sempre più diffuso di illecito arricchimento e di finanziamento della criminalità economica.
Come mai qui non ha avuto nessuna eco in Italia? In Calabria nessuno ne ha sentito parlare.
Vi è in questo una grande responsabilità della stampa e dei giornalisti che si interessano poco delle questioni internazionali, mentre danno una importanza enorme al gossip, parlano solo di Berlusconi. Vi è un Paese che soffre per la grave crisi economica, molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese ed il Parlamento nazionale è bloccato sulle vicende personali del premier, che occupano le prime pagine dei giornali e i principali talk show televisivi. La corruzione viene ricordata solo in occasione di qualche scandalo, ma come un fatto endemico, quasi naturale come una caratteristica geografica. Addirittura è stato inserito tra i reati cui si dovrebbe applicare il processo breve, creando una corsia privilegiata per dare una impunità di fatto a corrotti e corruttori. In questo vi è una sostanziale convergenza di interessi tra tutte le parti politiche, poiché la corruzione non ha confini ideologici o partitici.
Com'è vista dall'Europa la condizione delle regioni meridionali?
E' l'immagine complessiva dell'Italia che è fortemente negativa in Europa: un Paese accartocciato su sé stesso, incapace di approvare quelle riforme che lo avvicinerebbero alle democrazie più evolute; un governo che non governa i processi, che si caratterizza per l'assenza di una politica nei confronti del Meridione, abbandonato quasi fosse un peso inutile, un corpo morto da occultare.
L'immagine delle regioni meridionali è dominata dall'enorme sperpero di denaro che è stato destinato allo sviluppo. L'Europa attribuisce una grande importanza alla politica di coesione, ma in Calabria non ha prodotto alcun risultato apprezzabile. Una occasione mancata e il prossimo Por potrebbe essere un altro fallimento. La classe dirigente della regione non ha operato nell'interesse della collettività, ma ha utilizzato le risorse per finanziare interessi personali, per distribuire favore gli amici degli amici, o per coprire le spese dei partiti. Se non si cambia rotta l'Italia subirà delle sanzioni giuridiche e delle sanzioni politiche. E' sufficiente leggere i rilievi mossi dalla Corte dei Conti Europea sulla gestione di fondi comunitari e le indagini ispettive dell'OLAF (Office européen de Lutte Anti-Fraude) per rendersi conto della dimensione del problema e questo forma il giudizio. Per poter ribaltare questa immagine sarebbe necessario un radicale cambiamento di rotta che al momento non si vede. Dobbiamo sfruttare l'occasione delle prossime elezioni regionali.
La corruzione è uno dei sistemi preferiti dalla criminalità organizzata per entrare nelle istituzioni ed utilizzarle per il perseguimento delle proprie finalità, come ottenere appalti, concessioni pubbliche e così via. Quale potrebbe essere il contributo dell'Unione alla risoluzione di questa piaga?
Il Parlamento europeo non ha specifiche competenze in questa materia. L'iniziativa spetta alla Commissione che potrebbe predisporre delle direttive per una disciplina complessiva che contenga norme per una più rigorosa valutazione delle concessioni e controlli più efficaci. Può però disporre delle sanzioni politiche con mozioni di censura sull'operato dei governi, e poi attuare dei livelli di azione preventiva per impedire le frodi. Vorrei sottolineare che l'OLAF opera già da più di un decennio e la sua azione diventa sempre più efficace, costringendo le regioni destinatarie ad adottare misure più severe per combattere le frodi. Siamo ben lontani tuttavia da una condizione ottimale, le regioni meridionali si collocano sempre tra quelle meno virtuose, dove il numero delle frodi è maggiore.
In questi mesi ci sono stati numerosi arresti di esponenti di spicco della mafia siciliana, che sembra alle corde. Cosa rende, invece, la 'ndrangheta così impermeabile all'azione delle forze dell'ordine e della magistratura?
Mi auguro anch'io che la mafia venga smantellata, ma resto molto scettico sulla reale portata di questi interventi. Gli interventi legislativi operati dal governo di centrodestra hanno creato un humus favorevole al crescita della criminalità economica. L'opera di contrasto della magistratura e delle forze dell'ordine in Sicilia si è dimostrata molto incisiva, ma credo che si è molto lontani dalla completa sconfitta di tutta l'organizzazione criminale nell'isola.
Cosa la rende così pessimista?
Oggi ci troviamo di fronte ad una mutazione genetica della criminalità organizzata, che non si rivolge più alla politica per una opera di intermediazione, ma è entrata direttamente della gestione della cosa pubblica. Non vi è più una netta distinzione tra l'economia sana e l'economia criminale. Molte attività sono state assunte direttamente dalle organizzazioni criminali. E' venuta meno la tradizionale dicotomia tra Stato ed anti-stato. La criminalità è diventata parte dello Stato: ha assunto la gestione diretta di molte funzioni pubbliche, ha occupato le istituzioni servendosi di persone al di sopra di ogni sospetto, dalla fedina penale immacolata. Spesso non vi è più corruzione, perché è il sistema che è corrotto e intermedia direttamente le risorse provvedendo alla spartizione delle risorse. Non vi è una chiara distinzione tra corrotti e corruttori, perché la corruzione è diventata un metodo, si è istituzionalizzata. Il confine tra lecito ed illecito è diventato incerto, favorita da una legislazione che per favorire la politica del fare, ha finito per allentare vincoli e controlli consentendo una gestione personalistica della cosa pubblica.
Crede che vi sia necessità di un'azione straordinaria per combattere la 'ndrangheta, che viene ormai considerata la più potente organizzazione criminale italiana e forse non solo, come l'utilizzo dell'esercito, una legislazione straordinaria che dia maggiori poteri investigativi, ad esempio?
La 'ndrangheta è cresciuta in questi anni servendosi dei vuoti lasciati non dalla legislazione vigente, ma dalla scarsa presenza ed autorevolezza dello Stato. Non abbiamo bisogno di aggiungere norme ad una struttura legislativa già sovrabbondante, ma semmai di renderla snella, di pronta applicazione. Soprattutto è necessario un investimento nella sicurezza dotando le forze dell'ordine e la magistratura delle risorse necessarie per combattere efficacemente la criminalità organizzata. La legislazione speciale può avere un senso solo in condizioni e circostanze eccezionali, come il caso del terrorismo. Nel Mezzogiorno questo stato di cosa perdura fin dall'Unità, è un retaggio storico che è diventata la normalità. Lo stesso esercito può essere utilizzato per compiti limitati, come il presidio della Salerno-Reggio Calabria, ma non si possono affidare ad esso funzioni di ordine pubblico. E' necessario liberare le forze dell'ordine da compiti impropri o amministrativi per concentrare gli sforzi sulla repressione alla criminalità. Non credo, quindi, che sia necessaria alcuna legislazione eccezionale, ma una normativa ordinaria efficace, un'applicazione rigorosa della legislazione vigente per dare ai cittadini la chiara percezione della presenza dello Stato e della sua capacità di garantire una efficace difesa della collettività dagli attacchi della criminalità.
Certamente, uno dei punti di forza della criminalità organizzata in Calabria è lo stretto rapporto con il livello politico. Spesso si arriva fino ad una confusione di ruoli. Non sarebbe necessario una definizione precisa della eleggibilità e dei casi di incompatibilità per assicurare rappresentanze istituzionali non inquinate a tutti i livelli? Crede che sia sufficiente il codice di autoregolamentazione che ciascuno partito vanta di adottare, ma che viene sistematicamente disatteso?
Sono necessari dei criteri di selettività della classe dirigente nella regione a tutti i livelli perché questo costituisce uno dei punti deboli della regione. In Calabria si è instaurata un vero e proprio regime ad opera di una classe politica autoreferenziale che agisce in maniera trasversale per coprire i propri affari e creare una rete elettorale. Nell'immediato è molto difficile immaginare soluzioni legislative che possano introdurre rigorosi criteri di selezione. I partiti hanno un ruolo essenziale, poiché possono imporre regole rigorose per la propria rappresentanza.
Noi vogliamo creare un trasversalismo virtuoso raccogliendo tutti coloro che in questo periodo si sono allontanati dalla politica, considerando unicamente un luogo del malaffare, un centro di clientelismo.
La Calabria l'ha votata in massa, per quel breve periodo di furore giacobino che aveva lasciato intravedere un lumicino in fondo al tunnel. Molti speravano in un impegno diretto nella Regione, c'è stata molta delusione …
Ho lasciato la magistratura quando sono stato messo nella condizione di non poter più svolgere il mio lavoro. L'ho fatto con rammarico poiché era un lavoro che amavo e mi dava grandi soddisfazioni. Mi è stata offerta l'opportunità di impegnarmi in politica in occasione delle elezioni europee. Ho ricevuto una vera e propria investitura nazionale e non potevo deludere il voto e l'auspicio di impegnarmi in Europa così come credo si aspettassero i tanti elettori di ogni parte d'Italia. Sono molto legato alla Calabria dove ho svolto gran parte della mia attività lavorativa, ma c'era chi mi chiamava ad occuparmi della Campania dove sono nato. E' un errore credere che questo sia riduttivo rispetto ad un impegno diretto in sede locale. Sono molto onorato della presidenza della Commissione bilancio del Parlamento europeo, un ruolo che permette di verificare la distribuzione dei fondi ai Paesi dell'Unione, seguirne l'utilizzo, attivare l'Olaf per colpire le frodi.
La Calabria è una regione assistita, la politica intermedia la quota maggiore del Pil regionale. La definizione della governance pubblica assume un valore ed un significato molto maggiore che altrove. Fin dall'inizio lei ha sponsorizzato Pippo Callipo, con quale tipo di alleanza si vuole affrontare la campagna elettorale?
Abbiamo scelto Callipo perché è un rappresentante della società civile che in questi anni si è battuto per un cambiamento reale in questa regione. Sul suo nome non vi è alcuna ombra, né alcun sospetto di coinvolgimento in affari poco puliti. Un fatto eccezionale per un uomo che ha avuto ruolo istituzionale come Presidente della Confindustria regionale. Certo la Calabria non può rinnovarsi facendo affidamento su di un uomo solo al comando. Bisogna organizzare una squadra che abbia come obiettivo il completo rinnovamento della classe dirigente.
Autorevoli fonti fanno trapelare rumour di un possibile accordo tra il Pd e l'Udc per la candidatura di Roberto Occhiuto alla Presidenza. Cosa farà l'Idv in tale ipotesi?
È difficile fare alleanze in Calabria, dove vi è stata un'alternanza di coalizioni al governo della regione che non prodotto alcun cambiamento reale. Siamo di fronte ad un vero e proprio regime trasversale. Ha fallito il governo del centrodestra che ha governato male. Ma il centrosinistra che le è succeduto non ha certo fatto meglio. Anzi a tratti ha governato in modo direi criminale, in altri momenti in maniera assolutamente affaristica. In questo contesto cercare alleanze non è facile. Ma noi non vogliamo affrontare la campagna elettorale e governare da soli. Vogliamo coinvolgere gli esponenti della società civile e di tutti coloro che vogliono realmente cambiare pagina.
Qualcuno ancora ci deve spiegare perché Callipo non va bene e continuano a proporre nominativi come quello di Agazio Loiero a cui si può attribuire il fallimento apicale della politica del centrosinistra in Calabria, né possiamo accettare Giuseppe Bova, che non è stato certo in prima linea nell'azione di rinnovamento della politica in Calabria, che abbia posto con forza la questione morale e la lotta contro i disonesti presenti in tutte le istituzioni. Noi siamo per un cambiamento vero, offrendo agli elettori una proposto che dia una nuova classe dirigente e riconsegni la Regione ai calabresi. Se vi sono altri che possono dare un contributo in questa direzione ci mettiamo intorno ad un tavolo e cerchiamo di costruire una Regione diversa.
Anche Roberto Occhiuto potrebbe rappresentare una novità nel panorama regionale.
Qui si parla, si parla ma solo sui giornali e nei salotti, ma non vi è ancora alcuna proposta ufficiale. Noi abbiamo sciolto la riserva da molto tempo proponendo un nome prestigioso, un esponente della società civile che da molti anni ormai si caratterizza per la sua autonomia e l'indipendenza dei giudizi. Personalmente ritengo che la candidatura di Callipo è un punto irrinunciabile, dalla quale partire per qualsiasi trattativa.
Quali sono gli altri punti irrinunciabili per un impegno diretto dell'Idv in una coalizione di centrosinistra vincente, o che abbia una buona probabilità di vincere?
Bisogna mettere al primo posto la questione morale e la selezione di un personale politico di assoluta indiscutibilità per porre fine alla gestione affaristica e clientelare della cosa pubblica.
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Ultimo aggiornamento del 11/28/2008 17:23:22