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Mezzoeuro

L'uomo è cacciatore

di Oreste Parise

Mezzoeuro Anno XII num. 11 del 16/3/2013


Rende, 14/3/2013


Ottantamila euro per il "Garante della caccia"

È questo l'incarico assegnato dall'Assessore Regionale all'Agricoltura Michele Trematerra ad Antonella Mangano

Non c'è che dire. Le regioni sono una grande invenzione.

Dei piccoli pseudo stati che hanno la facoltà di organizzare la vita dei propri conterranei in ogni più recondito aspetto. Dalla cura alla bara provvedono a tutto, come si diceva una volta.

Ora il modello del welfare mostra qualche crepa, qualche giovane resta disoccupato senza possibilità di trasformarsi in LSU o forme consimili, ma l'essenziale è comunque garantito.

Prendiamo l'esempio della caccia, che costituisce la prima attività economica dell'uomo di Neanderthal e da allora è rimasta una delle sue principali occupazioni. C'è stato persino un referendum per imporre un freno, che ha mancato il quorum per un pelo, ma oltre il 90% di quelli che si erano recati alle urne avevano dato un responso inequivocabile.

La Regione Calabria è molto sensibile agli umori della sua gente e cerca di interpretarne le pulsioni più intime. Nel caso della caccia ha fatto le cose in grande, cercando un testimonial di eccezione che sappia risollevare le sorti dei cacciatori, con la conseguente strage di uccelli secondo la ferrea logica luterana. Mors tua vita mea.

La nostra legge venatoria risale al 1996 "Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione, del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio", declama il suo pomposo titolo.

Cosa c'è di meglio di una bellezza da miss per innalzare le sorti del settore: un coup de génie! Ci pensa l'assessore Trematerra che inventa una nuova figura professionale del "Garante per l'esercizio venatorio", che alla modica cifra di 80.000 euro l'anno fornisce ai cacciatori una formidabile assistenza che in fatto di flora e di fauna non è seconda a nessuna. In piena crisi economica bisogna fare ricorso alla fantasia per valorizzare le capacità e competenze dei giovani.

Non vi sono dubbi che è tutto perfettamente legittimo e regolare. La nomina viene prima decisa con decreto del dirigente generale e poi con un decreto del presidente della giunta regionale, il numero 10 del 18 gennaio 2011, che recita testualmente:

"Vista la L.R. 34/2002 e s.m.i. e ritenuta la propria competenza. Su proposta dell'assessore regionale all'Agricoltura, Foreste, Forestazione, Caccia e Pesca, dottor Michele Trematerra, nonché dall'espressa dichiarazione di regolarità dell'atto resa dal dirigente competente.

decreta

Per le motivazioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente richiamate e trascritte:

- di ratificare l'incarico di Garante sull'esercizio venatorio alla dottoressa Antonella Mangano;

- di disporre la pubblicazione del presente atto sul Burc e sul sito: www.assagri.regione.calabria.it".

Per la verità le motivazioni in premessa sono molto scarse. L'abbiamo nominata perché così ci è piaciuto (o perché ci è piaciuta…). Non è stato chiarito se il suo compito, quello del garante, è quello di tutelare i cacciatori o la fauna, se assicurare un carniere pieno o la tutela degli uccelli.

Sono quisquilie di niuna importanza: qui abbiamo una bellezza mediterranea per la tutela del grande patrimonio naturalistico mediterraneo in perfetto armonio con la natura.

Nella delibera di ratifica dove si da libero corso al pagamento della modica cifra a lei destinata viene specificato che "Occorre altresì assicurare il pagamento del Garante della Caccia per il presumibile importo di 80.000 euro l'anno a valere sul capitolo 2133104 spese per la realizzazione di programmi regionali attinenti il settore della caccia e dell'incremento della fauna selvatica".

Finalmente si dirada la nebbia che avvolge la vicenda. Con la sua selvaggia bellezza costituisce ipso facto un progetto venatorio degno di tutela, e non ha bisogno di alcuna ulteriore specificazione o competenza.

Si dice... sono voci maligne di andreottiana memoria.


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